Che cosa si intende con il termine postura e come influisce sul nostro essere? In che modo possiamo migliorarla?
Vi sono decine di definizioni di postura, dalle più scientifiche alle più banali.
 
Andiamo a vederne alcune: per postura si intende…. 

 → “Qualsiasi atteggiamento definito dai rapporti che si stabiliscono tra i vari segmenti corporei, che possiamo assumere nello spazio” (Boccardi) 

→ “Risultato della somma dei riflessi vestibolo-cervico-spinali che, attraverso la percezione della forza di gravità e della posizione del capo nello spazio, attivano la muscolatura estensoria antigravitale della colonna e degli arti inferiori per consentire l’atteggiamento desiderato” (Gagey) 

  • “Strategia impiegata dal sistema neuromuscolare e scheletrico contro la forza di gravità e le accelerazioni, per l’espletamento delle funzioni motorie (statiche e dinamiche); il corpo ricerca la massima economia, la massima stabilità e il massimo confort” (Zavarella-Asmone-Zanardi) 
  • “Risposta globale di accomodamento a un certo ambiente, tramite una correlazione tra gli aspetti corporali e mentali del comportamento“ (Tribastone) 
  •  “La postura è azione del pensiero ed espressione somato-emozionale: quindi comunica ed esprime il nostro pensare ed è legata al sistema psico-emozionale” (autori vari) 

 

Gli importanti concetti legati a queste definizioni che si possono estrapolare dalle frasi precedenti quindi sono:  

– Risposta globale a uno o più stimoli 

– Influenza dell’ambiente e delle emozioni  

– Ricerca del minimo sforzo e del massimo risultato 

 

Spesso, occupandoci di valutazioni e di ginnastica posturale, ci confrontiamo con il pensiero comune che la postura dipenda completamente solo dalla nostra volontà: ebbene, non è così! 

Immaginiamo la nostra postura come il risultato di una somma algebrica: 
Postura = ambiente + attività svolta + stato di salute + atteggiamento/stato d’animo + fase della vita + attività/inattività fisica 

 Ambiente: luogo geografico e fisico dove viviamo → sarò quindi condizionato dalla temperatura, dalla presenza del sole, dall’umidità, dal fatto di vivere in città o in spazi aperti, al mare o in montagna, dalla tipologia di casa in cui vivo.

Attività svolta: faccio un lavoro sedentario? Passo le mie giornate in piedi o seduto? Sono costretto a gesti ripetitivi, che condizionano una parte in particolare del mio corpo? Devo spostare dei pesi? Utilizzo spesso/sempre il Pc?  costretto a lunghi viaggi? Lavoro in turno, anche di notte? 

Stato di salute: ho subito infortuni? Ho delle patologie croniche? Assumo regolarmente farmaci? Sono intollerante/allergico a qualche alimento o sostanza? Mi sento in forma? 

Atteggiamento/stato d’animo: sono una persona soddisfatta? Ho dei sentimenti di tristezza o rabbia repressa? Non mi sento capito? Mi sento invece in equilibrio nel mondo/ambiente in cui vivo? Ho delle relazioni interpersonali soddisfacenti? Vivo la vita con leggerezza?  

Fase della vita: sono nel pieno della mia giovinezza? Ho appena finito la fase dello sviluppo? Sono in menopausa? Sento il peso degli anni? Non sento la mia età anagrafica?  

Attività/inattività fisica: faccio con regolarità attività fisica? Sono completamente sedentario? Mi alleno costantemente perseguendo un obiettivo? Tendo a sovraccaricare il mio corpo con allenamenti non tarati su di me? 

Se partiamo dal presupposto che tutti questi concetti possano avere una notevole influenza sulla nostra postura, possiamo ben capire come essa debba essere presa in considerazione con una visione globale, non focalizzandosi su uno solo di questi aspetti. 

Idealmente dovremmo riuscire, con l’aiuto di esperti di settore, a prendere in considerazione tutti gli elementi sopraelencati e analizzare la situazione: uno o più sono deficitari? Se sì, inizio a lavorarci. 

Per migliorare la propria postura serve fare un’altra somma algebrica: 

Presa di coscienza della situazione + elaborazione di un piano + messa in atto di questo 

Vogliamo fare un esempio pratico che ci aiuti a capire meglio?

Mario, 39 anni, vive in città in un appartamento che divide serenamente con la moglie e un figlio di 9 anni; lavora in uno studio come geometra, gioca a calcetto una volta  alla settimana, negli ultimi due anni sente fastidi sempre più frequenti alle ginocchia e alla zona lombare ( prende degli antinfiammatori al bisogno) , peso nella norma; alimentazione  irregolare (colazione scarsa, per pranzo mangia al bar sotto l’ufficio, nessuno spuntino, cena abbondante); spesso ha  difficoltà nel prendere sonno per uno stato di tensione emotiva da lavoro; persona allegra e socialmente attiva. 

 

Seguendo la somma fatta precedentemente e analizzando punto per punto, vediamo quali sono i temi che Mario dovrebbe prendere in considerazione: 

→ ambiente: ok 

→ attività svolta: sedentaria, posizioni mantenute per ore di fronte al pc 

→ stato di salute: stato di rigidità permanente che si manifesta durante l’attività fisica e successivamente; alimentazione sicuramente migliorabile 

→ atteggiamento: situazione di stress emotivo da lavoro 

→ fase della vita: ok 

→ attività fisica: decisamente ridotta e non adeguata, tendenza alla sedentarietà 

Mario quindi dovrebbe idealmente, con l’aiuto di esperti, imparare a muoversi di più durante il lavoro e sedersi su sedie ergonomiche, aumentare l’attività fisica indirizzandosi verso discipline che ricerchino la mobilità e l’allungamento, razionalizzare l’alimentazione, imparare a gestire il carico emotivo. 

 

In un tempo breve/medio, lavorando su questi aspetti (non necessariamente contemporaneamente) Mario dovrebbe iniziare a percepire il suo corpo in modo diverso, e iniziare ad avere delle abitudini/routine di vita che lo facciano sentire meglio: le sensazioni potrebbero essere leggerezza, facilità, armonia. 

 

Il difficile spesso è iniziare; ecco che chiedere l’aiuto di esperti di settore è la soluzione migliore. 

Le figure professionali che si occupano di questi aspetti esistono, anche se spesso non sono così conosciute; affidarsi a centri professionalmente qualificati ed evoluti è sicuramente una scelta corretta.  

Figure mediche come il fisiatra, l’ortopedico o il medico dello sport; il fisioterapista, il dottore nutrizionista, il chinesiologo, il personal trainer, lo psicologo/mental coach: tutti loro ci possono aiutare a  individuare il percorso più adatto, evitando spreco di risorse di tempo, energia e denaro, per raggiungere in un tempo ragionevole l’auspicato benessere psicofisico. 

Prof. Massimo Guzzonato